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L'attimo è nel caos.
Grimes
11
Nov

Art Angels, Grimes allo stato brado

Quest’anno si è mostrato propizio per alcuni comeback attesi da tempo: Sleater-Kinney, Joanna Newsom e Adele alcuni esempi, mentre c’è un hype che inizia a puzzare di marcio attorno a Rihanna e Frank Ocean.
Flesh without Blood invece è stato il primo assaggio offertoci da Grimes, estratto dal suo ultimo album Art Angels, disponibile dal 6 novembre.

 

 

Claire Boucher, mezza Canadese mezza Bulgara, ci presenta un nuovo progetto brillante che rispecchia la sua personalità eclettica e la sua fame di sperimentazione continua. Negli ultimi tre anni Grimes ha camminato come una funambola tra musica e arte, rendendo completamente nuovo il concetto di micro-celebrità, rischiando e mettendosi in gioco nonostante il giudizio della gente prevaricasse la sua voce. Per questo ha lavorato molto su alcuni cambiamenti fondamentali per una professionista: twitta meno, lavora di più. E solo così ti scrolli di dosso l’etichetta di voce della Tumblr generation. Art Angels è Grimes allo stato puro, performativo, massimalista e pieno di spirito, con alcune visioni rubate agli anni ’80, con dei synth pesanti e salti al pop forte e chiaro. Una produzione densa, piena di materiale che sembra quasi studiato per essere ascoltato dal pc o con delle cuffie scarse, tanto i suoni sono crudi.
Art Sngels di fatto è un’attitudine, nei confronti della musica e della vita; puoi ascoltare le parole dei testi e cogliere un senso di antagonismo nei confronti dei media e di come l’hanno dipinta negli scorsi anni. “I didn’t think you’d end up treating me so bad,”canta “The things they see in me I cannot see myself/ When you get bored of me, I’ll be back on the shelf.” Sono parole applicabili al vissuto di ciascuno di noi, da una relazione finita male a una situazione peso che stiamo vivendo, e ci stanno perfettamente.
Art Angels cerca di arrivare a tutti gli ascoltatori, diventando un linguaggio trasversale e non solo di Grimes. California resta il brano più personale in cui la cantante si rispecchia maggiormente, con un testo intimo e specifico.
Insomma, non è un album in cui respiri l’intento di essere icona di una generazione, e Grimes non sta provando a salvare la musica, è evidente; cerca di perdere se stessa in essa, nei suoni e nei testi, affogando a picco in ciò che ama e i motivi per cui ama ciò che fa.
Every morning there are mountains to climb,”canta in una versione sistemata di Realiti , “When I get up this is what I see/ Welcome to reality.
E l’unica cosa che possiamo fare, è seguire questa artista nel suo intento di superare se stessa e raggiungere ciò che vediamo in lontananza come obiettivi.
Vi lascio qui sotto alcuni scatti realizzati da Erez Avissar durante la performance di Grimes al pre-party dell’international gala presso il guggenheim museum di New York. La cantante si è esibita all’interno di un palco circolare progettato da Ccotender, che la faceva sembrare come in una specie di navicella spaziale.
Esattamente come vedere Grimes nel suo habitat

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