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L'attimo è nel caos.
Articolone del Lunedì
26
Ott

Articolone del Lunedì

Musica

Ieri sera guardavo il programma del C2C 2015, con le stelline negli occhi perché non vedo l’ora di andarci. Non solo perché è un evento “de cristo”, con artisti mozzafiato e tutti insieme, e non solo perché è una bella occasione da condividere con gli amici. Ma perché c’è Jack Garratt. Che poi uno pensa “E sticazzi“, e ha pure ragione, perché non stiamo parlando di uno big in plaza.

Jack Garratt

Jack Garratt ha 23 anni, nato a Bucks, praticamente da quando se lo ricorda conduce una ricerca che si basa sulla “Ricerca del vero amore” e accrescere il suo talento musicale. Successo,denaro e popolarità sono diventati status simbol accresciuti dal sistema dei social network, il materialismo e questicazzo di selfies. Nel momento in cui però parla una voce che porta con sé saggezza, anima e integrità, che arriva dall’oscurità e si fa conoscere per la sua profondità e l’originalità, tutte quelle stronzate di facciata diventano immateriali, inutili. Jack è tutto sto pippone qui, un’anima buona, umile e ricercatrice, quando sale sul palco l’atmosfera diventa elettrica, un artista con l’ansia da prestazione che dorme sui divanetti dei backstage per sconfiggere il nervosismo. Si orende un minuto, solo per se stesso, e poi sale sul palco. Scherza col pibblico, che è il modo migliore per rompere il ghiaccio e soprattutto far scendere la tensione.

La musica è il mezzo più potente per comunicare con le persone, perché va oltre l’ostacolo comunicativo del linguaggio, e a volte va addirittura oltre al suono stesso. Puoi parlare a tutti con la musica, e in qualche modo farti apprezzare

Jack è un tipo schivo per quanto riguarda il suo lavoro artistico, cerca di sviare il discorso con la sua famiglia, e fa parte del suo tentativo generale di distaccarsi dal concetto materiale si musica, di appartenenza a generi musicali o roba simile.

Ho solo ventitre anni, tutto ruota attorno alla ricerca di un proprio equilibrio

E cercare di appartenere a qualcosa o di identificarsi in esso sconvolge i piani di Garratt. Breathe Life è l’ultima traccia presentata al pubblico. È un pezzo da criminale, ti uccide com la sua presenza atmosferica, cresce e la sua voce ti accompagna in un viaggio, il viaggio di Jack.

Oh won’t you breathe life into these dead lungs I keep under my coat

Non vuole essere paragonato a niente, anche se è difficile non cercare le influenze di D’Angelo o Justin Timbarlake nella timbrica del suo lavoro. C’è il soul, la profomdità, il falsetto, groove, unicità. Il fatto è che Jack Garratt è tutto ciò che io non sono, polistrumentista e produttore, un perenne scolaro della scuola della musica, combina chitarre elettriche con drum machine, tastiere e una specie di ibrido r&b ready to club. Ready to Club2Club. Daje.

Arte

Il conte Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa (Albi, 24 novembre 1864 – Saint-André-du-Bois, 9 settembre 1901) è stato un pittore francese, tra le figure più significative dell’arte del tardo Ottocento.

Henri Marie Raymond

Divenne un importante artista post-impressionista, illustratore e litografo e registrò nelle sue opere molti dettagli degli stili di vita Bohémien della Parigi di fine Ottocento. Toulouse-Lautrec contribuì anche con un certo numero di illustrazioni per la rivista Le Rire, durante la metà degli anni novanta.

Henri Marie Raymond

Soffriva di picnodisostosi, una malattia genetica delle ossa, che può portare a manifestazioni cliniche apparentemente simili al nanismo. Toulouse-Lautrec morì a soli 37 anni circa, a causa dell’alcolismo o della sifilide. Parologicamente lunatico e ciò a causa delle conseguenze psicologiche devastanti di una malattia contratta nell’infanzia che aveva impedito la corretta crescita degli arti inferiori, istrione, pagliaccio, malinconico, gran signore capace di stare in un palazzo e nel più infimo dei bordelli, Toulouse-Lautrec manifestò, pur in un tono ancora legato allo scherzo – in alcuni casi dissacratorio – l’arte della performance e della dissacrazione, in tandem con il fotografo Maurice Joyant. I due erano legati da un intenso sentimento amicale fin dai tempi dell’infanzia. Verso la fine dei novanta a Henri le cose andavno davvero male, paccato dalle donne, non accettato dalla sua famiglia perché ritenuto un bohemien perditempo e criticato dai colleghi artisti, Henri e Maurice si ritrovarono a cercare qualche momento di infantile serenità al mare. Maurice aveva portato, naturalmente la macchina fotografica, e a Henri venne in mente che sarebbe stato un bell’omaggio a tutta quella gente dalla quale era disonorato offrire la sintesi estrema della sua ribellione e della sua considerazione del mondo. Si mette a cagare in spiaggia. Defecare pubblicamente era ed è uno dei grandi tabù di ogni società. Al punto che solo al diavolo era,per ruolo, concesso. Così il piccolo diavolo abbassò i calzoni, su una spiaggia fredda livida e deserta, si piegò attese che il fotografo mettesse a fuoco. E ne nacque quella che avrebbe potuto essere persino una sequenza filmica della sua ironica, grottesca provocazione. Merda d’artista. Merda d’artista, prima della provocazione di Manzoni. Merda infantile, in un gioco pre-dadaista.La spiaggia è quella di Le Crotoy, in Picardie. Sicuramente maurice rideva come un pazzo, e sicuremante non gli era mai successo di fotografare un umano cagare. In quei giorni, Tolouse Lautrec era molto demoralizzato. La sua carriera era in caduta. L’alcolismo e le malattie veneree davano seri problemi a Tolouse-Lautrec che aveva dovuto accettare di ritornare in famiglia, in casa dei genitori. Il giorno della performance sulla spiaggia dovette essere bellissimo, come quelli che immediatamente seguirono. Furono giorni di libertà, di infantile liberazione, chiunque vorrebbe abbassarsi i pantaloni e cagare in luogo pubnlico, almeno una volta nella vita. Se non l’ha già fatto.Un anno dopo, Henri, sarebbe stato internato in manicomio e tre anni dopo, nel 1901, fiaccato dalle malattie sarebbe morto. Maurice Joyant ha lavorato più di chiunque altro per preservare la memoria dell’ amico. Lo ricordiamo con questa serie di scatti che manzoni gli fa le scarpe.

Eventi

Sono passate due settimane circa dalla fine dell’Oktoberfest, che si è tenuto come sempre in Germania, e la gente si sarà ripresa dall’hangover più importante dell’anno. Sarebbe carino e appropriato quindi smerdarli pubblicamente con qualche foto oscena; difatti girano online alcuni album che raccolgono atteggiamenti animaleschi e piuttosto divertenti scaturiti da un overload di birra. Stefano Ceri li batterbbe tutti, io lo so, ma voglio anche io comunque apprezzare lo sforzo di questi ragazzi omaggiandoli con una breve ma intensa galleria di foto esemplificative degli effetti dell’Oktoberfest sul corpo umano. Check this out (se ti fanno schifo pipì e sesso orale, lascia stare)

Oktober Fest

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Oktoberfest

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