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L'attimo è nel caos.
Kaki King
28
Nov

Articolone del Lunedì: Kaki King, the stage queen

Vai all’arci bellezza perché è un posto dove mangi bene a poco, le pareti della sala concerti sono rosa e ci si conosce un po’ tutti, in quell’aria famigliare, con la GL perché sembra di essere a casa propria. Stasera sembrava che il pubblico si fosse fatto bello per il guest. Sul palco sta scaldando l’atmosfera Giovanni, un chitarrista con la cuffietta di lana che gli penzola dalla nuca, un nostalgico degli anni ’90, testuali parole di quella davanti a me: ‘adesso lo seguo anche su instagram’. Un po’ un bello, bello e impossibile.
In mezzo alla scena, c’è Lei. Sta lì come in uno stand up comedian, Giovanni suona e chi non è venuto per Giovanni fissa quella chitarra bianchissima, dio quanto è bianca, impalata in mezzo al palco.
Che aspetta.
Due anni fa, proprio in questo periodo, Kaki King registrava uno showcase per Maps. Nell’intervista con la talentuosa chitarrista, emergeva un progetto tanto affascinante quanto complesso, che includeva il concepire la sua chitarra come uno schermo su cui proiettare immagini fisse e in movimento. The Neck is a Bridge to the Body è il nome di questo lavoro, che ha preso lentamente forma, perché nonostante l’enorme potenziale dell’idea toccava capire in che modo si potesse realizzare, suonare una chitarra immobilizzata da cavalletti, video-mappare una chitarra, governare il background di ombre e luci; un procedimento in cui sono stati investiti tempo e soldi e una stretta collaborazione con la Glowing Pictures, nota per lavori precedenti con Animal Collective, David Byrne & Brian Eno, Beastie Boys, e TV On The Radio.
Arriva Kaki King, tutta di bianco vestita, bionda, un occhiale da sole un po’ scenico e bianco anche quello. Arriva e non parla, non ha nemmeno il microfono. Non le serve il microfono, perché la chitarra parla per lei. La chitarra diventa Kaki King.
Il concerto di fatto è un’esibizione poliedrica sotto il punto di vista delle forme artistiche che vengono impiegate, è una narrazione completa, molto personale, a cui la cantante ha contribuito in tutto e per tutto, girando alcuni video, scrivendo il copione e ovviamente facendosi dare una mano da chi di dovere. Il concetto che sta alla base di The Neck is a Bridge to the Body è la decostruzione della chitarra: la vediamo da dentro, ridotta al suo scheletro, fino alla completa trasformazione; la chitarra diventa altro, di più. L’esibizione è provocante, dinamica, è bellissima e lei è strepitosa. Andare incontro a spettacoli del genere mi fa entrare in estasi, mi sento in totale armonia con quello che l’artista sta facendo. Kaki King durante il concerto gioca con i visual, la chitarra-schermo e le sue mani interagiscono in un gioco di inseguimenti e di storie; proprio perché è la chitarra che parla, c’è una traccia, forse la più comprensibile ai più, intitolata Roaming Guitar, e puoi vedere qui il video che viene proiettato alle spalle del duo mentre viene eseguito live.

È la storia della chitarra, del perché sei lì ai piedi di Kaki King ad ascoltarla mentre crea cose pazzesche da quello strumento, che suona come nessun altro al mondo.
La chitarra è un passe-partout nella musica, trova il suo posto in qualsiasi genere, si adatta in ogni circostanza. La chitarra rappresenta anche Kaki King, che la suona da più di trent’anni. Per questo motivo, raccontava anche in un’intervista di recente, i suoi spettacoli sono unici e differenti da chiunque altro faccia (o almeno ci provi a farla) la sua musica, perché esattamente come lei in quanto musicista è cambiata nel tempo, così il suo genere, il suo stile, sono cambiati. In un’era totalmente digitale come la nostra, lo scontro tra il classico e il nuovo sarebbe stato inevitabile, e la curiosità di questa artista è da ammirare perché semplice e pura necessità artistica.
Kaki King è neomamma, gira il mondo con la sua chitarra –è ormai da un anno che The Neck è in tour-ed è un personaggio geniale, ironico e professionale allo stesso tempo. Ci saluta sputacchiando dell’italiano, che non le riesce perché She got nervous.
Una cosa molto carina, molto Milano cheap&chic, è stata presentare il suo disco, acquistabile in forma di chiavetta usb. La memoria contiene le tracce dell’album intero e i video proiettati durante lo spettacolo.
Chapeau Kaki King, torna presto a trovarci.

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