Blog Graffiti

L'attimo è nel caos.
massimo gurnari tatuaggi
19
Ott

Articolone del lunedì

Ogni lunedì, per gasare un po’ i giorni a venire, farò una release di ciò che ho apprezzato la settimana prima.
Non sarà roba uscita per forza in quei giorni, suoni freschi o designer all’ultimo grido, semplicemente condividerò quelle che sono state le mie influenze e che vale la pena raccontare.

Musica

Maydien

Fresco fresco dal recinto dei talenti europei, questa settimana ho scovato Maydien, artista olandese che ha appena pubblicato il suo debut album, Hello Soul, un interamente prodotto da mitchell lc yard, che si rivela un vero e proprio talento nella produzione, donando all’ep splendidi fondali di future bass. Nel corso di questo progetto Maydien si presenta come un MC incredibilmente sicuro di sé e capace, capace di passaggi su flussi ritmici differenti e con hook infettivi dall’inizio alla fine. L’ep contiene anche feat di crème musicale contemporanea, come Waldo e Amos Rose per qualche tocco aggiunto. Quattro tracce che traducono lo sforzo di coesione dell’artista alle stelle internazionali.
Sebbene sia stato concepito nel bronx, l’hip hop sta lentamente diventando uno dei prodotti più esportati dall’america; grazie alla connettività globale creata dall’internet, artisti provenienti da qualunque parte del mondo sono in grafo di condividere la musica, scoprire nuove influenze e la brand music di tutto il momdo. E Maydien lo conosci un po’ in questo modo, non è l’artista di ounta, ma vale la pena dare un ascolto per capire la direzione che sta prendendo la musica nord occidentale.

Ascoltalo qui
https://soundcloud.com/maydien/sets/the-hello-soul-ep

Arte

Lili Dujourie 2015

Lili Dujourie è nata nel 1941, vive e lavora in Belgio. È considerata una delle più versatili artiste dell’arte contemporanea, con le sue prime sculture a fine 1960, coinvolge il fruitore in un lavoro purificatore, in osmosi con la Minimal Art e L’arte Povera, collocando se stessa come artista in un momento in cui le donne erano una rarità in un mondo di uomini. Nel 1970, realizza video muti in bianco e nero ritraenti movimenti languidi, il proprio corpo nudo arrotolato in uno non-luogo che riproduce una finestra interiore, portanto l’osservatore dentro l’intimità fisica e spirituale dell’artista. Poi nel 1980 arrivò con installazioni scultoree maestose. Il contenuto di queste sculture consiste in panneggi in trompe l’oeil, raso peluche, pieghe di gesso lisciato, scacchiere in marmo bianco e nero, un specchio ovale rotto, una cornice in foglia d’oro, bassorilievi con false prospettive, frammenti di foto strappate. A volte romantiche, a volte barocche, a volte veri e propri gioielli a tutto tondo, l”interazione tra la travolgente staticità e la voluttuosità che si crea nell’ultilizzo dei materiali nel contesto dello spazio artistico, le sculture di Lili Dujourie sono concettualmente rigorose, trovando rifugio in un angolo della stanza, ma allo stesso tempo ricercano attraverso un percorso meno centrale l’occhio dello spettatore, attraverso altre dimensioni. Percorrendo la catriera di lili si trova il desiderio di affermare la bellezza estrema dei materiali impiegati, e di materializzare la loro ombra. E’ anche una visione della realtà teatrale, che oscilla sul ciglio di un mondo effimero, di bagliori e apparenze. Le sue esibizioni sembrano più una simulazione che una rappresentzione, perché tutto ciò che
produce la dujourie è performativo. Di recente ha esposto a new york, lasciando come sempre una malinconia inconscia negli spettatori.

www.lilidujourie.be

Tattoo

Massimo Gurnari

Ho pensato di spendere due parole su Massimo Gurnari. Home boy del Backyard Tattoo, vive e lavora a milano. Il suo è un costante lavoro che interagisce tra pop art e tatuaggi, suscitando l’interesse del mondo dell’arte contemporanea. Negli anni ’90 girava con Flash, storico writer di milano est, e successivamente si è messo a dipingere con vmd70’s. Mentre esponeva i suoi lavori, si è avvicinato al momdo della pittura, esordendo nel 2005.
 Schifano regalava quadri in cambio di cocaina, io li regalo in cambio di sorrisi“, nel 2013 in un intervista Massimo dice questo, che aiuta a capire molto il personaggio, un professionista con un cuoricione così; ormai in giro per gallerie, ha gonfiato il suo curriculum in dieci anni di sbattimenti, in cui non ha mai dimenticato le origini del suo lavoro. Massimo racconta storie attraverso tatuaggi dallo spiccato riferimento intellettuale, rendendoli sarcastici e unici per il fruitore. Se vi gasa come lavora, andate a trovarlo in via gian giacomo mora a milano.

massimogurnari.it

Libri

La Ferocia di Nicola Lagioia

E per finire,vi voglio parlare di un libro. Ho dei gusti abbastanza ampi, esattamente come la musica, dunque mi sono addentrata nella lettura de La ferocia. In una notte di primavera, una giovane donna cammina nel centro esatto della strada statale. È nuda e coperta di sangue. A stagliarla nel buio, i fari di un camion sparati dritti su di lei. Quando, poche ore dopo, la ritroveranno ai piedi di un autosilo, la sua identità verrà finalmente alla luce: è Clara Salvemini, prima figlia della piú influente famiglia di costruttori locali. Per tutti è un suicidio. Ma le cose sono davvero andate cosí?cosa o chi ha giocato unruolo determinante per la sua morte? Le ville della ricca periferia barese, i declivi di ogni rapida ascesa sociale, le tensioni di una famiglia in bilico tra splendore e disastro: utilizzando le forme del noir, del gotico, del racconto familiare, scandite da un ritmo serrato e da una galleria di personaggi e di sguardi che spostano continuamente il
cuore dell’azione, Nicola Lagioia mette in scena il grande dramma degli anni che stiamo vivendo. La scrittura è ricca, ti cattura
nonostante a volte la difficoltà nel parafrasare il testo. Nicola ha visto il premio strega, mega contestato da critici e giornalisti che lo hannodefinito pomposo e stucchevole. Però io ho apprezzato moltissimo lo stesso, sticazzi. “Benché appena adolescente, nonostante nessun ragazzo ancora (ma su questo il geometra avrebbe scommesso non più di trecento biglietti da cento), avesse incrinato un imene il cui valore a sedici anni Clara doveva essere abbastanza sveglia da saper moltiplicato dal giorno in cui non ci sarebbe stato più, se la sentiva cuocere nello spazio tra il sedile e se stessa.”

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