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L'attimo è nel caos.
21
Dic

Artist of the Lunedì: Elena Atzori

Forse i maschietti non la conoscono di nome, ma qualche zinna o qualche chiappa scattata dalla elenona l’avranno sicuramente spizzata su qualche magazine online o, perché no, su tumblr.
Fotografa based in Roma, nata in Piemonte e sarda nel cuore, nella vita di tutti i giorni farmacista e ricercatrice, ho conosciuto elena perché voleva fotografarmi, ormai un anno fa e passa. Da lì è stato un amore incondizionato e oggi la presento pure a chi non la conosce con una chiacchierata che ci siamo fatte per spiegare un po’ chi è, cosa fa, e perché.

Una foto pubblicata da Elena Atzori (@atzorielena) in data:

-ciao elena, presentati. chi sei, cosa fai, perché lo fai.
Ciao, mi chiamo come le mie due nonne Elena e Maria e tecnicamente sono una farmacista abilitata che sta completando un dottorato di ricerca, quindi tecnicamente sono una ricercatrice che nel tempo libero scatta tante fotografie e quindi tecnicamente sono anche una fotografa freelance.
In pratica tecnicamente sono un sacco di cose che faccio perchè mi piace farle.
-dalla sardegna a roma, a tanti altri posti. c’è una città del cuore?
Sono tutte nel mio cuore. Sono di nascita piemontese e pur avendo vissuto in Piemonte solo i primi due anni della mia vita, gli sono legata perchè a questa terra appartengono dei miei carissimi amici che mi costringono (in senso positivo) a visitarla regolarmente.
Sono legata alla Sardegna perchè ci ho vissuto tutta la mia infanzia e adolescenza e mi sento sarda fino al midollo: diffidente e con la testa dura come il granito.
Sono legata a Roma perchè ci ho studiato (e continuo….) ed è diventata la città a cui sento di appartenere anche se in certe occasioni l’ho odiata profondamente.
Ultimamente sento l’attrazione di Milano, città che ingiustamente ho snobbato per molti anni, ma che invece ha il suo fascino con diverse persone che fanno cose parecchio interessanti.
E poi c’è Londra, unica città in cui andrei a vivere se dovessi trasferirmi dall’Italia.
-sei una delle fotografe di punta dell’ultimo anno, e non solo per essere una delle pochissime donne in questo mondo, ma perché c’è qualcosa nei tuoi scatti che piace. cosa credi che sia?
La definizione “fotografa di punta” mi lusinga molto ma mi fa anche un pò impressione perchè non credo di esserlo forse per la mia insicurezza di fondo forse per la mia insoddisfazione che mi porta a periodi in cui tutto mi fa veramente schifo. Cosa piaccia delle mie fotografie non te lo so spiegare, però ho capito che molti vengono attirati dallo stile “amatoriale” (o se vogliamo usare termini fighetti, DIY) e un pò rozzo che traspare da esse e che poi riflette la mia personalità, cioè quella di una che si arrangia da sola come vuole e come può.
AHAHHAH si effettivamente si legge molto la tua vena sarcastico/ironico, la tua passione per sora lella, quelle cose lì. Molti tuoi ritratti sono ironici, o comunque non è tutto solo culo e tette. È qualcosa che ricerchi o semplicemente un feeling che nasce con i tuoi soggetti?
Si sono una grande appassionata della Sora Lella e di tutta quella romanità, ma non è qualcosa che cerco a tutti i costi nei soggetti che ritraggo. Come hai giustamente detto è un feeling che si instaura con la persona nel momento in cui ci chiacchero. Spesso viene subito intuito questo mio gusto un pò trash e sono loro stessi a portarmi montagne di cose che a me mandano in brodo di giuggiole. Poi certo,sta a me vedere come poterle utilizzare.

Una foto pubblicata da Elena Atzori (@atzorielena) in data:

-da cosa/chi nasce la necessità di fotografare? come hai deciso di improntare il tuo stile, che ti ha portata a definire il genere #inkeddolls?
E’ nato tutto come passatempo (ed è comunque rimasto cosi) quando avevo 15-16 anni: i miei “modelli” sono stati prima i miei gatti e poi me stessa (per molto tempo ho collezionato una marea di autoritratti) usando una banalissima compatta digitale. Ho fatto tante di quelle fotografie brutte piastricciando con photoshop che quasi quasi me ne vergogno. Questo però mi è servito (e ancora mi serve visto che continuo a “sperimentare”) non solo a migliorare fotograficamente ma sopratutto a ricordarmi sempre che la fotografia è per me un divertimento sia che io fotografi un gatto, un abat-jour o una strafiga alta 1 metro e 78 cm.
Il genere inkeddolls non l’ho inventato io ne penso di averlo definito; mi è capitato un giorno di fotografare una ragazza molto tatutata ma che mi aveva attratta principalmente per il suo viso e da li il passa parola mi ha portato a fotografare molte modelle tatuate. Però è stato un bene perchè mi ha introdotto nel mondo del tatuaggio che trovo molto interessante (anche se io sono completamente bianca) ed è diventato uno dei dettagli di una persona che possono catturare la mia attenzione “fotografica”, anche se i principali restano sempre e comunque il viso e la personalità.
Quindi di tatuarsi non se ne parla.. o sì, forse un giorno?
Ultimamente sono stata tentata parecchio, ma so che se incominciassi a tatuarmi nel giro di poco tempo mi ritroverei ricoperta da una marea di scritte e cazzatelle.
Paradossalmente le persone più disegnate in assoluto che io conosco sono proprio quelle che mi dissuadono dal farmi tatuare, perchè dicono che sono una rarità. E questo mi basta.

Una foto pubblicata da Elena Atzori (@atzorielena) in data:

-cosa credi che susciti in una ragazza farsi fotografare da te in questo modo? credi sia un modo nuovo, diverso di conoscere il proprio corpo e i propri limiti?
Alcune di loro sono perfettamente consapevoli del loro corpo e di cosa sanno e potrebbero fare e credo che da me si aspettino semplicemente un’interpretazione diversa di loro stesse. Altre, e quasi sempre sono le ragazze che “scovo” io, credo che inizialmente rimangano incuriosite dal modo in cui mi porgo a loro e subito dopo dalle mie fotografie forse intravedendo in quest’ultime un’occasione per mettersi in gioco. Questa è solo un’ipotesi che può anche rivelarsi tutta sbagliata e può darsi che io non abbia capito niente, per saperlo bisognerebbe domandarlo ad ognuna di esse.
In generale mi sembra che tutte si divertano molto, è questo per me è fondamentale.
-ti consideri una fotografa, a questo punto della tua ‘carriera’ non prevista?
Definirmi fotografa mi da sempre quel brividino che è un misto tra compicimento ed imbarazzo, quel “avrei voglia di dire di si, però…”. So solo che ora mi sento più sicura e consapevole di quello che faccio e sicuramente non ancora “arrivata”, ma siccome mi conosco questo è un loop che andrà all’infinito, e non solo in campo fotografico.
-tre cose di cui non puoi fare a meno.
Il mio gatto Charlie, il caffè e –anche se sembro una stupida materialista- internet perchè senza questo mezzo avrei faticato mille volte di più a diventare quello che sono ora.
È vero, diciamo che prima di tutto, tu lavori con internet; scovi, e sei stata scovata con internet. Com’è lavorare con i webmagazine? Raccontami l’esperienza migliore e quella peggiore. I nomi non servono, chi deve sapere, saprà 
I webmagazine sono un bel mezzo per far conoscere a tante persone ciò che fai. Per quanto mi riguarda ti posso dire sinceramente che tutte le pubblicazioni che fino ad ora ho fatto sono nate per puro piacere personale, sia quelle che ho proposto io sia quelle che sono state proposte a me, e non essendo vincolata da motivi economici (= no soldi) ho sempre potuto fare selezione seguendo il mio gusto (=se mi fai schifo ti dico no). Inoltre penso che in ogni caso vedere il proprio lavoro pubblicato in un magazine online ben curato è sempre e comunque motivo di orgoglio e di soddisfazione, anche se effettivamente può non avere lo stesso valore di un cartaceo. Ma la carta rimane finchè non la butti.

? @valeriaveba #35mm #analogic #filmisnotdead #filmphotography #elenaatzori #picoftheday #bestoftheday #beauty #body #youth #coolstuff

Una foto pubblicata da Elena Atzori (@atzorielena) in data:

-parlami dei tuoi progetti futuri
Di sicuro non ho progetti a lungo termine perchè l’esperienza mi ha insegnato che i piani non vengono mai rispettati. Però ti posso dire che ci sono diverse idee e collaborazioni in cantiere tra cui l’uscita di una piccola selezione di mie fotografie sotto forma di fanzine/libro che si intitolerà TETTE (più chiaro di così) edita da punto / metallico –nuovo progetto editoriale di Nicola Albertin- e distribuita da Aalphabet.
Per il resto vediamo come va.
Salutaci tutti un po’ alla sora lella, dai.
La sora Lella è unica ed inimitabile però secondo me, visto che sta incominciando il periodo dei carciofi vi direbbe di servire la sera a cena a vostro marito ( moglie o fidanzata/a o chi ve pare) un bel carciofo alla giudia e vedrete quanti baci ve darà la sera, ve se magnerà de baci.

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