Blog Graffiti

L'attimo è nel caos.
Bjork
24
Nov

Björk has something to say

La magica islandese Bjork ha compiuto cinquant’anni. Una di quelle persone che guardi in faccia e credi che possa rimanere sempre ai vent’anni, e non crescere mai.
Sembra incredibile essere già così lontani dal 1987, anno in cui la The Sugarcubes fece uscire Birthday, lanciando la cantante nel mondo della fama.
La sua eccentricità è ciò che la rende brillante, e con nove album da solita (l’ultimo è Vulnicura, 2015) la sua musica sempre in evoluzione attesta la sua unicità in fatto artistico e umano.
Ho fatto un po’ di ricerca e, sapendo della forte collaborazione che dal 1995 Bjork intrattiene con Dazed & Confused Magazine, ho raccolto alcuni degli episodi più vivaci e riconducibili a quella che è l’essenza di questo essere magico.

mi sveglio al mattino con un cuore troppo grande, non so davvero cosa farmene di tutto questo amore, amo così tante persone profondamente che potrei morire adesso, felice. È così spaventoso, sono scandalizzata da me stessa. Se non fosse per mio figlio.. ho ricevuto troppo amore, più di quanto io possa contenere

Bjork - Debut - 1993

Bjork – Debut – 1993

In una chiacchierata con Karlheinz Stockhausen, compositore, parla del suo modo di vedere il mondo, la tecnologia e la musica nel 1996.

Credo che la musica pop oggi cerchi di tirare le somme riguardo al fatto che la gente viva a contatto con tutte queste macchine e che provi a combinare queste macchine con lo stile di vita umano, sposandole letteralmente: provando a creare un ‘matrimonio felice’ ed essere ottimisti al riguardo. Sono stata cresciuta da una madre che credeva fortemente nella natura e voleva che stessi senza le scarpe ventiquattro ore al giorno e tutte quelle cose, quindi sono cresciuta con questo grande complesso che mi fa sentire in colpa nei confronti delle auto e dei grattacieli, e mi hanno insegnato a odiarli, ma ora credo di essere tipo nel mezzo; posso vedere questa generazione che ha dieci anni in meno di me fare musica e tentare di vivere con questa, e credo che nel loro piccolo conservino ancora il contatto con l’essenza più naturale, imparando a amare le cose in modo umano, rimanendo dei corpi di carne e non delle macchine.

Bjork

Il discorso musicale di è protratto negli anni, concomitante con la sua progressione musicale.

Per chiunque scriva musica e voglia essere ascoltato è facile. La musica si è sempre basata su questo. Ora a causa della cultura di massa ci sono uffici pieni di persone che decidono cosa fare della musica. Questa storia non è destinata a durare, perché la musica non si è mai basata su questo. Le persone che scrivono e che fanno ricerca, sono persone che amano la musica su tutto, andando oltre ogni struttura cosmopolita (…) ora ho molti amici che fanno musica e che sono della next generation, ed è un immaginario completamente diverso.. nel senso che ci sono molte più opportunità. Mi ricordo quando usci Vespertine (2001), chiunque diceva che i computer avrebbero ucciso la musica, e tutto suonerà di merda. L’ho ritenuto divertente. Ora puoi dowloadare file enormi e fare roba molto complicata, e la tecnologia ti da una mano in tutto. Abbiamo altre problematiche da risolvere, oggi.

Bjork Iceland

Bjork ha sempre reso omaggio alla sua terra di origine, l’Islanda, nutrendo rispetto per tutto ciò che le ha dato.

Per anni mi è stato chiesto cosa renda le persone islandesi speciali. Di solito parlavo spesso del fatto che siano isolati, e degli elfi, ma più invecchio più credo sia legato a ciò che sta succedendo nel mondo oggi, credo che ciò che ci renda in questo modo, così diversi, e allo stesso tempo ci faccia resistere sia la mancanza della religione. Dammmi un paio di bottiglie di vino e finirei per parlarne l’intera notte. E incredibile parlarne con gli amici, soprattutto americani, che ti raccontano di quanti professori fanatici della religione abbiano avuto alle scuole elementari. Non mi è mai stata imposta alcuna religione, sarò stata un paio di volte in chiesa da bambina. Credo che quando diverse persone straniere vadano incontro a un problema, tipo divorzi difficili, improvvisamente cominciano a andare più spesso in chiesa.in islanda non reagiresti così, cercheresti semplicemente più contatto con la natura. La differenza è che quando cresci non ti aspetti che nessun altro risolva i tuoi problemi- un prete, un dio o qualunque autorità ti levi il peccato. Se hai un problema, te lo risolvi da solo. Gli islandesi non sono forti nel teamwork perché sono abituati ad essere indipendenti

Un’artista che ha sempre reso omaggio alla libertà di espressione e alle emozioni, alla sperimentazione senza confine. Auguri in ritardo, Bjork.

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