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L'attimo è nel caos.
Body of Art
1
Dic

Body of Art

Ce lo portiamo appresso da quando siamo ancora dentro alla pancia di nostra madre e, con fatica, ce lo trasciniamo dietro (più o meno integro), notte e giorno, giorno e notte, fino all’ultimo istante della nostra esistenza.
Non c’è niente che ci sia più familiare (con le dovute eccezioni: leggiti La disincarnata, di Oliver Sacks) eppure a volte sembra quasi di non riconoscerlo, o di confonderlo con l’immagine ideale che ne abbiamo.
Nella presenza come nell’assenza può essere un fardello, un tempio, un’arma (non solo di seduzione, purtroppo), uno scudo, una macchina del tempo, uno strumento di potere, un codice da interpretare, una tavolozza da riempire di segni e su cui la vita si diverte a lasciare le sue cicatrici, un simbolo.
Sai che invecchia, però te ne accorgi solo quando guardi le vecchie foto, o non riesci più a fare la solita rampa di scale con lo stesso slancio. Certi giorni, poi, sembra pesare più del solito, ma se vai nello spazio o se ti tuffi in acqua diventa leggerissimo.
Da millenni il corpo è il soggetto preferito da artisti di ogni età, provenienza, stile, medium, dai primi homo sapiens che hanno calpestato questa terra fino alla performance art, alle installazioni e alle ultime tecnologie in fatto di realtà aumentata e realtà virtuale. Diviso in 10 sezioni—bellezza, identità, potere, religione e fede, sesso e genere, l’emozione incarnata, i limiti del corpo, corpo e spazio, il corpo abietto, il corpo assente—il volume si intitola semplicemente Body of Art e arriva nelle librerie proprio in questi giorni.
Il compito di indagare e di catalogare le intersezioni tra arte e corpo nella storia dell’uomo è una sorta di missione impossibile, e riempirebbe scaffali su scaffali, ma la sfida di dare perlomeno un’idea generale l’hanno raccolta quelli di Phaidon, che hanno pubblicato un mastodontico libro che copre un periodo che va dall’11.000 a.C. e arriva fino oggi.
Durante questo viaggio nel tempo dentro alla storia dell’arte, si passa attraverso le opere di oltre 400 artisti: dagli anonimi che disegnarono sulle pareti rocciose delle grotte a Giotto, Donatello, Leonardo e tutti i maestri del Rinascimento; da Caravaggio e Rembrandt a Goya e Hokusai; dagli impressionisti alle avanguardie del primo ‘900, per arrivare a Francis Bacon, Lucian Freud, Nobuyoshi Araki, Nan Goldin, Cindy Sherman, Marina Abramovic, Vanessa Beecroft, Ai Weiwei.

Fonte: FrizziFrizzi

Body of Art

“Body of art”, Phaidon 2015

“Body of art”, Phaidon 2015

“Body of art”, Phaidon 2015

“Body of art”, Phaidon 2015

“Body of art”, Phaidon 2015

“Body of art”, Phaidon 2015

“Body of art”, Phaidon 2015

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