Blog Graffiti

L'attimo è nel caos.
Doug Dubois
20
Nov

Doug Dubois, siamo tutti adolescenti

Doug Dubois è nato in Michigan nel 1960. Le sue fotografie sono esposte al museo dell’arte moderna di New York, San Francisco e a Los Angeles al Getty Museum e al L.A. County Museum.
Ha ricevuto premi e riconoscimenti dalla Fondazione John Simon Guggenheim di Los Angeles e il National Endowment of Arts. My Last Day at Seventeen è uno dei suoi ultimi libri pubblicati dalla casa editrice Aperture ed è un progetto che esplora l’incertezza che contraddistingue il periodo dell’adolescenza, raccontata attraverso il ritratto di un gruppo di ragazzi del quartiere Russel Heights di Cobh, in Irlanda.

Doug Dubois - My Last Day at Seventeen

Doug Dubois – My Last Day at Seventeen

Nel 2009 Doug Dubois è arrivato in Irlanda per una residenza d’artista che sarebbe dovuta durare un mese; la direttrice del programma lo mise in contatto con Kevin e Eirn, due adolescenti del posto. Diventarono le sue guide, lo portarono a conoscere ogni angolo del quartiere, i loro posti preferiti e poi gli presentarono gli amici che frequentavano.

Parlavano con me, a volte anche del futuro. Ma per loro il concetto di età adulta sembrava essere effimero, al massimo era l’idea di essere liberi di andarsene dal loro paese

ha detto Doug Dubois, che rimase subito affascinato dall’energia di questi ragazzi, sempre in giro per il quartiere, tutti i giorni tutto il giorno.
Da quel momento in poi Doug Dubois non ha mai più veramente abbandonato il quartiere di Russel Heights, tornandoci altre cinque volte nell’arco di sei anni.

Nelle immagini di Doug Dubois non esistono adulti e gli adolescenti sembrano vivere in un’estate che non finisce mai

ha detto il giornalista Jordan G. Teicher. Il fotografo venne accolto di anno in anno da persone che ha imparato a conoscere sempre più, e che ha infine incorniciato in paesaggi tipici della zona, ritraendoli nella pienezza che il quartiere sprigiona. Alcuni se ne sono andati, altri sono arrivati, altri si sono fidanzati e alcuni lasciati, sono nati bambini e morti vecchi. Combinando ritratti e incontri spontanei, Doug Dubois ha fatto nascere una collaborazione tra la performance e il quotidiano; in My Last Day at Seventeen fa coesistere un delicato equilibrio tra finzione e documentazione della realtà.

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