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L'attimo è nel caos.
Epicly Palestine'd
6
Nov

Epicly Palestine’d

La Palestina, vista con gli occhi di un occidentale, quindi anche con i miei occhi, non deve essere un posto tranquillissimo dove crescere, soprattutto durante l’adolescenza in cui ognuno di noi ha avuto bisogno di riconoscersi in un gruppo, appartenere a una cultura sociale. I punkabbestia, i metallari, i rappusi, i ronci, i pigoldini (meeeerda!), i fighetti, i ciellini. Io ero sicuramente mezza roncia, e frequentavo una compagnia di skater; mi risparmio l’excursus malinconico attraverso i miei anni d’oro, ma una robina allo stomaco mi è venuta guardando il corto di Theo Krish e Philip Joa. I due registi hanno realizzato un video appunto in Palestina, seguendo ragazzi delle varie città che da qualche anno hanno scoperto lo skateboard. Ora immaginatevi cosa possa essere uno skate per dei ragazzini che vivono in un paese perennemente in conflitto. Alcuni di questi giovani sono riusciti a creare una scena culturale che ricorda i primi tempi di Dogtown (se non sai di cosa sto parlando, guarda SU BI TO  il film Lords of Dogtown). Una tavola a testa, a volte pure una in due, ma sticazzi, il documentario è intitolato Epicly Palestine’d e ci mostra una visione unica di questo mondo, in cui gli z-boys palestinesi imparano tricks con youtube e cercando di tenersi occupati e crescere il più distanti possibile dalle difficoltà che li circondano.

SkatePal

Un’altra storia è quella di Charlie Davis, fondatore di skatePal. Charlie è cresciuto nel quartiere di bristo, a edimburgo, famoso per la sua forte concentrazione di skater. Durante una sua esperienza come insegnante di inglese a Jenin, gira per le strade in skate, il che attira l’attenzione dei ragazzini del posto che non ne hanno mai visto uno; l’interesse è molto, e una volta terminati i suoi studi universitari torna in Palestina, stavolta con tre volontari, e costruiscono qualche ostacolo e una rampa nel centro giovanile di ramallah.dal 2013 al 2014 i ragazzi hanno ottenuto corsi di skateboard ai bambini di ramallah, e così nell’estate del 2014 skatePal prende forma in maniera concreta, con un team di venti volontari, e un vero e proprio skatepark nel villaggio di zebabdeh. Ovviamente l’associazione non si ferma, e punta a costruire un altro skatepark, ma il contesto politico del paese non è dei migliori e le tensioni sono in continuo fermento, portare avanti il progetto non è facile. In compenso, i ragazzi trovano sostegno tra le varie star dello skateboard, per esempio chris jones, ch eè andato a ramallah in  qualità di volontario nell’estate del 2014. Le storie qui sopra narrate si incontrano quando theo e philip decidono di girare il loro documentario, che vede ovviamente la partecipazione di Charlie Davis.
I due registi decidono di incontrare Davis, che casualmente è in palestina, e senza avere idea di ciò che successivamente avrebbero deciso di documentare, si fanno spiegare come funziona SkatePAL. Rimangono così impressionati dal ruolo di Charlie che decidono di renderlo un personaggio chiave all’interno delle loro riprese.
E quindi, ecco a voi l’epica palestina, casa degli skateboarder del futuro.

 

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