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L'attimo è nel caos.
Lucki Eck$
20
Ott

Git-er-done con Lucki Eck$

Lucki Eck$ è un regazzino che l’anno scorso, a nemmeno diciotto anni, ha cacciato fuori un mixtape completamente diverso da quello che i rapper stavano facendo. E sembra che abbia dettato moda. Mentre ogni altro rapper si impegnava a fare il duro, manco fosse in guerra, Lucki fluttuava su un flow che sembrava racchiuso in una nube di Xanax.

Lucki Eck$

Lavorando con produttori come Plu2o Nash e Hippie dream, Lucki ha partorito un sound dolce su ritmi ipnotici che suonava come una fuga dalla dura realtà di una città in fermento. I testi sono da cazzone di strada e la parlata di uno con la lingua attaccata all’asfalto. Nonostante la sua estetica da “Rapper del momento”, pare un rapper capace e costantemente alla ricerca di nuovi modi di presentarsi. Come tanti del mestiere, si chiude in se stesso e comincia a scrivere, senza riferimenti melodici. Butta giù e basta, poi cerca una melodia, il che non aiuta i suoi collaboratori, ma ammette di aver molto da imparare. E personalmente credo che lui stesso stia già insegnando qualcosa agli altri. Da quel mixtape, Lucki è stato molto occupato. Ha appena compiuto 18 anni, e ha vissuto molto intensamente gli ultimi anni. Egli promette il meglio deve ancora venire, e noi gli crediamo. Ha pubblicato un nuovo ep intitolato Freewave, tutti freestyle dallo stile molto coeso.

Lucki Eck$

Lucki cresce a Chicago, per la strada. “Se volevi fare rap, ti ascoltavi Kanye, è da lì che è nato tutto questo” racconta. A quattordici anni inizia a prendere sul serio la musica, si
contraddistingue immediatamente come un ragazzo pacifico, mai visto in una rissa, esattamente come il suo flow, un’atmosfera morbida e fluttuante. Parla di Chicago , che è la sua città, e dice che ci sono alcuni rapper che stanno venedo  fuori bene, tipo Chance, che lui stima moltissimo. I temi, i personaggi, però, restano sempre un mezzo cliché intabarrato tra la droga, le puttane e “Minchia tu non sai chi siamo“. E forse, è proprio il suo essere così easy che gli ha permesso di farsi riconoscere; Lucki difatti è già stato in tour con Danny Brown, che gli ha insegnato come abbracciare più “tipi” di folle e le basic skillz per stare su un palco decentemente. Parlando del suo percorso, ricorda quando a quindici anni scriveva di droga e quella roba con il puro scopo di farsi notare. Freewave ha un scrittura più matura, ma con radici ben impiantate nello stile di strada con cui si è fatto conoscere. “Bitches be on dirt like some headstones, we’ll get her one Bitch I’m wired up, I’m like the cable guy, get her done

 

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