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L'attimo è nel caos.
Marion Fayolle Horse
22
Ott

Gli amanti di Marion Fayolle

Marion Fayolle è una delle più importanti illustratrici del panorama francese, classe 1988, laureata alla Scuola di Arti Decorative a Strasburgo e co-fondatrice della rivista Nyctalope insieme a Simon Roussin. Un giorno ero in feltrinelli e mi sono imbattuta in un libretto interessante, pieno di illustrazioni dal chiaro riferimento sessuale, ma estremamente bello. Bello bello in modo assurdo. La sessualità è uno di quei temi che se non sai prendere nel modo giusto, vai a casa zio. Fai una figuraccia. Risulti scurrile, scontato, triste, sessista. La linea sottile tra nudità e volgarità è facilmente fraintendibile, e l’arte diventa pornografia di bassa qualità. Marion invece raccoglie i suoi disegnini e li intitola Les Coquins, gli amanti, trattando il tema-tabù con leggerezza, rappresentatndo il sesso attraverso metafore di oggetti e animali che ne mettono in evidenza la primordiale semplicità, alla faccia di chi lo ritenesse una cosa seria.

Les Coquins Marion Fayolle

Dal 2012, anno in cui la Fayolle raccolse le illustrazioni, si arriva al 2014 in cui viene pubblicato un pocket book. I protagonisti di questi disegni sono l’uomo e la donna. Si osservano, si scrutano, sembrano sopraffatti dalle reazioni del proprio corpo e nutrono nell’altro una curiosità ingenua alla vista del sesso opposto. I personaggi non hanno identità, sono sempre in piedi, a piedi nudi, privi di nome e espressione facciale, sono più teorici che reali, riferimente da cui però l’illustratrice si distacca totalmente. Maschio e femmina si dedicano alla parata sessuale ludica, con erotismo misto a tenerezza ed a una buona dose di humour.

 Marion Fayolle

Ed è così che i genitali diventano animali, in un surreale e quasi grottesco gioco a due, talvolta a tre o quattro: missili che vanno a colpire culi-luna, trombette dentro cui soffiare, pipe da fumare, candele su cui pregare, locomotive pronte ad entrare in gallerie-vagina, vagine che “temperano” matite, vulve da mordere come una fresca lattuga o viste come buche da golf entro cui fare centro. Le illustrazioni erotiche sono un’altra roba, e sarebbe riduttivo definire tali quelke di marion. È più corretto definirlo un catalogo di pornografia surreale, divertente e ironicamente naïf. La leggerezza delle illustrazioni non è apparente, la bizzarria del surrealismo si incrocia e mischia alla profomdità quasi mistica di tutte le questioni metafisiche che concernono il rapporto sessuale, rappresentato con un tratto da fumetto per ragazze.

Les Coquins

Per “Les Coquins”, l’idea è venuta dalla voglia di mettere in relazione due personaggi, interrogandosi sui rapporti uomo-donna e utilizzando delle allegorie. A cosa potrebbe assomigliare un pene? E la vagina? Appuntandosi sul quaderno metafore e rivisitazioni. È divertente scoprire cosa frulla nella testa di un artista, come vede i rapoorti umani e le relazioni, che siano amorose o amichevoli, ma soprattutto come rende visibili cose che non lo sono. Marion subisce influenze dal surrealismo, Che le permette di giocare visivamente tra persona e oggetto, e viceversa, e crere figure che in realtà non esisterebbero. Magritte spiacca tra i nomi dei maggiori esponenti di questa corrente, e la Fayolle ammette di esserne artisticamente innamorata, e assieme a lui Franz Kafkae il cinema naïf, con le sue inflessioni sdrammatizzanti e apparentemente frivole. I personaggi di Marion non rientrano in quello stereotipo di
figura tipo, né ci si aspetta che “Quella cosa sia così, e l’alta cosà”. Una delle sue più grande influenze è difatti il teatro di improvvisazione, non è mai premeditato ciò che vuole dire, parte da un’immagine fissa e in seguito annette pezzi che fanno prendere forma alla storia.

Le storie che si scrivono senza parole evocano spesso, con pudore, l’intimo, le relazioni di coppia. Permettono di raccontare delle poesie visive, dei racconti universali e atemporali. Sono un modo di rapportare delle atmosfere oniriche, di progettare, su dei corpi-schermi, le nostre paure e i nostri desideri, rendere concreto l’immaginario, manifestare l’impalpabile. È per tutte queste
specificità che le narrazioni mute sono, per me, un modo di espressione forte e precisamente adattato alle storie che ho voglia di
comunicare. I miei personaggi non hanno voce. Diventano allora degli oggetti

Marion Fayolle

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