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L'attimo è nel caos.
Le1f
22
Ott

Le1f, going viral

Se la gente può fare dischi che Parlano di automobili, droga, donne, soldi, e che ha un senso, allora posso fare canzoni che parlano circa dimisoginia, misandria, l’omosessualità, la transfobia, e tutto ciò che dovrebbe avere senso, troppo

A parlare così è Le1f, un ventiseienne vestito da zarro seduto sullo schienale di un panchina in un parco.

Voglio essere parte di quella ondata di persone che è più responsabile, sai?

Khalif diouf è un rapper e producer americano di new york city. Nato a Manhattan, ha studiato danza classica e moderna, per poi dedicarsi al rap. Si fa notare come un rapper dichiaratamente gay, guadagnandosi attenzioni per lo stile unico e sovversivo delle sue performance. Il suo album di debutto, Riot Boi, è uscito nel 2014 con la Xl Recodings e Terrible Records. Prima di farsi conoscere come cantante, produceva strumentali per il gruppo hiphop Das Racist; poi si è lanciato in collaborazioni che lo hanno visto accanto a Mikki Blanco, Kitty e Don Christian. Al momento ha in produzione numerosi singoli, l’ultimo uscito lo scorso 9 ottobre si intitola Rage.

Le1f
Le1f è uno che non le manda a dire, e quando Macklemore esce con il pezzo Thriftshop, lo accusa di aver plagiato il beat del suo singolo Wut. Diouf, che è afroamericano e gay, continua ricordando a Macklemore che non è appropriato per un etero cercare di trattare argomenti che toccano i diritti lgbt al solo scopo di guadagnarci denaro. Detto ciò, Le1f appare pubblicamente in tv nel 2014 con un live al David Letterman Show. Le1f come già detto lavora con la Xl e la Terrible, etichette riconosciute per i loro artisti socialmente impegnati e politicamente schierati: la musica non è solo un bel suono, ma vuole essere tutt’oggi un medium per comunicare ideali e allertare le persone.

Letteralmente Non c’è nessuno a parte M.i.a. che stia spingendo in musica temi politici. Mi sento come lei perché viene sentita, ma troppe volte non ascoltata

L’enorme influenza delle donne sulla vita e l’arte di Le1f è un altro tema chiave di tutto l’album: Recluta MCs Junglepussy e House of LaDosha sul potere e la pericolosità della mentalità interrazziale in
Swirl“; Sfida lo stereotipo delle modelle come Alek Wek, Grace Bol, e Naomi Campbell per una celebrazione sui complessi della carnagione scura in “Grace, Alek o Naomi“; e canta le lodi di donne transessuali in “Umami / Water”, ispirato da NYC DJ, icona trans, e il suo amico intimo Juliana Huxtable.
Riot Boi è un prodotto marcatamente made in Le1f, con soundbites da videogioco e animosi versi a raffica. Doveva solo diventare un vocalist migliore, ammette, ed è ciò che si è impegnato a fare più di
tutto. E se per fly zone, mixtape uscito nel 2013, ci aveva messo due settimane e mezzo per produrre e incidere tutto, con Riot Boi Diouf ha voluto curare ogni aspetto al meglio:

Volevo che ogni barra e hook avesse realmente un valore per me, e che non fosse qualcosa che avessi già fatto

Riguarda tutto la musica, l’arte, le emozioni e il progresso legato ad esse. Dopo essere stato povero e underground, esplodere e diventare un prodotto virale, fare concerti e realizzare che la gente si crei delle aspettative su di te in quanto artista. Ecco quello che interessa a Diouf.

Io sono musica, lo sono sempre stato, ed ora sto imparando cosa vogliadire e come eseguirla. Non è solo la musica che soddisfa me stesso, ma fare musica che faccia rende conto le persone di ascoltarmi e contestualizzarsi nella realtà quotidiana

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