Blog Graffiti

L'attimo è nel caos.
Maciek Jasik
30
Ott

Maciek Jasik: stiamo alla frutta

Una cosa devo ammetterla: sto in fissa con gli still life. Mi piace la fotografia statica, con fondali, la perfezione dell’imperfezione ritratta e spesso i mutamenti. E non è che mi sono svegliata stamattina con la voglia da pseudogravida e adesso sto parlando di sta roba qui a caso, tutto ha un obiettivo, uno scopo preciso. Mi sono imbattuta infatti in un articolo, The secret lives of fruits and vegetables su Osso Magazine, se non lo seguite fatelo, e vedreto che molto del mio lavoro lo sfrutta come fonte. Magari finisce che ci faccio pure un articolo, su osso. Va beh comunque, torniamo alla frutta, ho visto una serie di foto di questo artista, e ho deciso di fare un po’ di ricerca sul suo lavoro e perché ci sia di mezzo l’ortolano. Maciek Jasik, classe 1978, è un fotografo nato in Polonia e trasferitosi con la famiglia negli Stati Uniti all’età di sei anni. Dopo essersi laureato alla Johns Hopkins University nel 2000, ha iniziato a lavorare come fotografo freelance, concentrando il suo lavoro inizialmente nel settore della moda, per poi scoprire le mille vie della fotografia e le sue sfaccettature artistiche. Con i suoi progetti principalmente in analogico, Maciek impiega l’uso del colore per coinvolgere emotivamente l’osservatore e invitarlo a comprendere la sua idea per cui ci sia una forte correlazione simbolica tra il suo lavoro e la visione del mondo come un pigmento saturo: la tecnologia, i media, l’uomo stesso è pieno, pieno da scoppiare. Da qui nasce ‘The Secret Lives of Fruits and Vegetables‘, una serie di scatti il cui scopo è reintrodurre le qualità mistiche e invisibili che frutta e verdura possedevano secondo gli antichi, valori che a causa della contemporaneità e della fissa per i valori nutritivi sono state perse; ogni frutto difatti possedeva poteri indelebili in base alle origini e all’uso che se ne faceva, che andavano oltre alla considerazione dello stesso in quanto semplice nutrimento. Non solo sono stati il mirtillo, pomodoro, zucca, papaia, patata, e ananas disponibili solo in America fino a quando Colombo sbarcò nel 1492; la maggior parte di ciò che mangiamo oggi è stato coltivato nel corso di migliaia di anni, trasformandosi e assumendo ruoli differenti, dalla cucina alla medicina. L’anguria ha origine in Africa ed era considerato una specie di melone sfigato, grosso e pieno di acqua, ma è stato apprezzato per la sua capacità di mantenersi per mesi e come una fonte di liquidi; i faraoni venivano sepolti con le angurie affinché li sostentassero durante il viaggio nell’aldilà. Il melograno invece è diventato un simbolo della vita dopo la morte in Egitto, e di Cristo come sofferenza e risurrezione nelle raffigurazioni di Botticelli e Leonardo da VinciBuddha lo considerava uno dei tre frutti più benedetti. Nell’antica Grecia, Ade venne attirato nel mondo sotterraneo con dei semi di melograno. Mark Twain disse “la pesca è nata come mandorla amara”, ed è una semolice frase che riassume il concetto di come un po’ tutti i frutti e le verdure avessero un’identità antica, che con il tempo è andata a trasformarsi o purtroppo si è persa. Ed ora come dessert, godetevi il lavoro à rebours di Maciek Jasik. Bon appetit!

maciekjasik.com

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