Blog Graffiti

L'attimo è nel caos.
Selah Sue
23
Ott

Milano ama Selah Sue

Sono stata a sentire Selah Sue. Sono andata al suo concerto da sola, come una sfigata, un po’imbruttita dalla giornata pesante. Arriva sul palco alle 21 spaccate e la prima cosa che penso è che ha veramente un sacco di capelli. Poi comincia a suonare, solo lei e la chitarra. Avete presente quando ci si innamora? Quella sensazione di stretta allo stomaco, un po’ vuoi vomitare, un po’ vuoi gridare di gioia e piangere. Raga, Selah Sue è una bomba. Ha controllo vocale, estensione, carisma e una band d’accompagnamento mozzafiato. So che mi prenderò delle parole esponendomi a questo modo, ma Beyoncé ha migliaia di spettatori ogni data, perché Selah no? Ok, il genere potrà non essere universalmente apprezzato, ma mi ha ricordato concerti degli anni’70, ’60 in cui strumenti e voce erano amalgamati in modo perfetto e armonioso.

Un video pubblicato da Un Attimo Graffiti (@unattimograffiti) in data:

Sanne Putseys, in arte Selah Sue, è una cantante belga nata nell’89. Dopo aver frequentato il liceo Sacred Heart College di Wezembeek in Belgio, all’età di 17 anni, Selah incontra un produttore che le offre la possibilità di ottenere un contratto con la casa discografica Universal e le chiede di cantare delle demo di alcune canzoni. La giovane Selah rifiuta la proposta perché vuole cantare solo le sue canzoni, quelle scritte da lei, che racchiudono tutti i suoi sentimenti e i suoi vissuti personali. Nello stesso periodo, si esibisce come l’artista più giovane e unica donna al concorso Open Mic-avond a Het Depot, a Lovanio. Proprio durante questa occasione, Selah viene notata dall’organizzatore e cantante Milow (nome d’arte di Jonathan Vandenbroeck), con cui inizia una collaborazione artistica. Contemporaneamente Selah Sue continua i suoi studi in psicologia presso la Katholieke Universiteit di Lovanio, studi che la stessa Selah ha definito indispensabili per capire di più le emozioni umane. Selah inizia delle collaborazioni musicali con artisti come Jamie Lidell a Londra e Parigi e, inoltre, suona insieme alla band belga Novastar al Paradiso di Amsterdam. Il suo primo EP è stato rilasciato nel gennaio 2009, con il titolo Black Part Love. Dal settembre 2008 all’agosto del 2009, Selah Sue ha ricevuto degli aiuti da un programma del teatro belga Ancienne Belgique, stanziati appositamente per sostenere i giovani artisti promettenti non associati a case discografiche. Nel 2009, Selah Sue ha partecipato al North Sea Jazz Festival, al Lowlands e molti spettacoli televisivi. Nel 2010, ha partecipato alla maggior parte dei più grandi
festival in Belgio, tra cui Les Nuits Botaniques, Les Ardentes, Dour Festival, Lokerse Feesten, Couleur Café e Pukkelpop. Il suo secondo EP, Raggamuffin, è stato rilasciato nel mese di ottobre 2010, mentre l’8 novembre dello stesso anno ha partecipato a un concerto di Prince allo Sportpaleis.
Da piccola sognava di diventare una ballerina, poi si è innamorata della musica e con il suo nome d’arte ispirato a un brano di Lauryn Hill ha sfornato Raggamuffin, hit che quattro anni fa l’ha fatta conoscere anche da noi in Italia. Adesso Selah porta in giro il suo ultimo album Reason, e spacca tutto sul palco.
Il ritmo è serrato, con un basso che viaggia sul funky, e lei è assurda, sembra sia capace di tutto, con giochi di intensità vocale e forcelle, mi ha davvero fatta ballare dal primo all’ultimo brano eseguito.
E poi, nonostante fossimo pochi rispettoa quanto prevedessi, ho sentito un calore umano fortissimo. I suoi fan la amano, per davvero, e lei li coinvolge mano a mano nel concerto senza mai abbassare il tiro.
Il mio telefono ha fatto pippa durante il concerto, quindi ringrazio le ragazze che mi hanno fatto fare le foto alle foto.

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