Blog Graffiti

L'attimo è nel caos.
14
Dic

Rub, Peaches

Nell’ultimo album mi sono appassionata a poca roba, per la maggior parte italiana. Restano comunque dei capisaldi nella mia identità latente di riot girl teenager; uno di questi è Peaches.
Dop sei anni è tornata con un album, intitolato Rub. In quindici anni Merrill Nisker, nome originario dell’artista, si è accaparrata una fanbase prettamente electroclash queer, diventando un’icona del genere. Peaches arriva quando meno te lo aspetti e quando più ne hai bisogno. Rub è un album che parla di piacere, potere e dolore in modo esplicitamente femminista. Dato che in America il G.O.P. sta ancora una volta lavorando per negare alle donne il controllo del proprio corpo, l’esistenza di una testimonianza che estrapola potere dal copro femminile, genderfucking fino alla liberazione stessa del concetto di genere e richiesta di rispetto nello scritto e nella realtà sembra più forte che mai.
Con Rub, Peaches sembra tirare le fila di un lavoro accumulato quindici anni, ancora incompleto. I testi sono forti e si identificano nella cultura contemporanea, nonostante qualche anno fa potessero suonare come parole molto più d’impatto. “Can’t talk right now/ This chick’s dick is in my mouth” canta nella traccia che da’ il titolo all’album. Peaches è sempre stata capace di utilizzare la sua personalità forte e a volte volutamente oltraggiosa per fare luce su alcuni argomenti di spessore, come il disgusto per la società costruita sul sistema patriarcale vissuta da una donna.
Da questo ultimo album sono stati estratti dei singoli e realizzati dei video, in classico stile Peaches.
Il primo è stato Dick in the Air (già il nome lascia intendere di cosa parlo). Il cast vede una Kim Gordon dei Sonic Youth nelle vesti di coach di wrestling, e la comedian Margaret Cho con una splendida tutina da cui spunta un pene di tessuto. Adorabile. Nel corso del video peaches e la cho sono impegnate in simulazioni sessuali con frutta, jogging e ovviamente si esibiscono con questo vestito fallico.

Il secondo video tratta il brano I mean Something, la collaborazione con Feist presente in Rub. Diretto da Silas Howard, Peaches esce con la sua cricca composta da leggende del burlesque: Kitten Natividad, Tiffany Carter, Satan’s Angel,Dusty Summers e Shannon Doah. Si uniscono per arricchire il gruppo skaters hipsters e reginette di bellezza. Anche in questo video appare la Cho, che indossa sempre il suo vestitino col pene e presenta Peaches con una torta a forma di zinne.

Credo che se fossi nel cervello di peaches capirei assolutamente il suo gesto potente e scandaloso, e quindi capirei anche l’estremismo erotico esplicito nell’ultimo video, Rub. Nudità integrale, atti sessuali, parti erotici, rituali grotteschi e pisciate pubbliche.
Henry Miller apprezzerebbe.

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