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L'attimo è nel caos.
Shit Art Fair
2
Dic

Shit Art Fair, l’arte per tutti

Avevo sempre pensato che dietro Shit Art Fair ci fosse qualche street artist torinese che da anni frequentava gli eventi patinati della settimana di inizio novembre, la più intensa di tutto l’anno per la città. Invece, le menti dietro ciò sono Spam, che 3 anni fa, appena sbarcati a Torino dalla Toscana, hanno deciso di dare vita a una fiera alternativa alle varie Artissima, Paratissima e TheOthers per sottolineare che l’arte non è solo quella che spesso ci si sforza di ammirare negli eventi ufficiali. Guerrilla SPAM è un movimento nato per le strade di Firenze dove nel 2011 e consolidandosi poi nel 2012, grazie alle prime azioni, i ragazzi che gli hanno dato vita hanno assunto consapevolezza della libertà d’espressione di cui erano portatori. Le sue azioni pubbliche si basano su tre fondamenti: contrastare il potere mediatico dei mezzi di disinformazione, esprimersi in strada e nello spazio pubblico in modo non invasivo, agire in modo anonimo e libero con l’intento di comunicare con le persone. L’obiettivo del loro lavoro, sui muri delle città o nella promozione di eventi collettivi, è quello di restituire alla gente non solo lo spazio pubblico ma il potere di discernere nella marmaglia di informazioni sempre più spesso errate che riceve.

Iniziano da soli, nel 2013, ma già l’iniziativa si fa sentire. Tutti, in poco tempo, cominciano a parlare di quella fiera che già dal nome vuole scardinare l’ordine forzato delle cose. L’anno scorso poi, il successo, con opere di nomi come Hogre, Halo Halo, Etnik, Dem, ZED1.
Quest’anno già si parlava di Shit Art Fair a settembre: ormai questo appuntamento è entrato di fatto a pieno titolo nel calendario degli eventi imperdibili.

Abbiamo cercato di depistare tutti dicendo che la mostra sarebbe stata al Lingotto, e nonostante ciò la notte del 6 novembre ci siamo trovati in più di 40 persone

raccontano i ragazzi . Lo striscione che campeggia sul tunnel è stato curato dagli Hot Boys, mentre i due lati sono di Moallaseconda e di AAHM00. C’è anche un piccolo contributo di Hogre, due mosche. Le macchine sfrecciano veloci dentro il tunnel, non si accorgono della presenza di qualche persona che passeggia come se si trovasse all’interno di un museo. E questo luogo in effetti è perfetto, per mettere in mostra le opere che sono tutte perfettamente incorniciate nelle trame architettoniche.
Il tema è sempre lo stesso: la merda, reinterpretata stavolta da artisti giovani e molto promettenti; c’è Tadh Boy, con I tratti spessi e le scritte 90s, c’è Dissenso Cognitivo che ha fatto un enorme collage di tanti pezzi usati per altri muri, c’è Davide Bart Salvemini, bravo illustratore e bravo sul muro con un uomo con due facce che cade dal cielo. I tratti sono sottili, spigolosi, i peli del petto e delle gambe irsuti. C’è Snem, che riprende i corpi michelangioleschi del Giudizio Universale, per dipingere una umanità nutrita dallo sterco di uomini lupo, orso e maiale, simboli di ingordigia.
Tutte le opere hanno una loro particolarità, sono interessanti, raccontano una storia come per esempio Frenulo, sorprendono, come la strana chimera ingabbiata di Marco Filicio o l’inquietante danza di insetti di Luogocomune.
Le opere sono fruibili da chiunque, ci passeggi in mezzo, all’aperto. Un vero concetto di arte di strada e libera.

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