Blog Graffiti

L'attimo è nel caos.
17
Nov

Sur-Fake, risucchiati dalla tecnologia

Immaginatevi di guardare l’iphone, o di spararvi una posa al museo con un bel quadro famoso alle spalle.
Immaginatevi se lo schermo del vostro smartphone si ribellasse e cominciasse a risucchiarvi la faccia, come un’aspirapolvere di anime. Parto con ordine: Antoine Geiger si presenta come un ventenne i cui lavori sono già apparsi su numerose riviste grazie a progetti come Sur-Face, in cui ricopre il volto e i corpi dei suoi soggetti come allegoria della mancanza di privacy dovuta all’abuso dei social network, un nuovo livello di protezione dopo gli abiti e le architetture.
Antoine Geiger ha le idee chiare riguardo il suo percorso nel mondo della fotografia; ha studiato arte tra Parigi, Amsterdam e la Normandia e ora è uno studente di architettura e un giovane fotografo. Sulla base dello stesso principio del progetto Sur-Face, ha preso vita un nuovo lavoro, Sur-Fake, nel quale i protagonisti diventano i device che senza mezzi termini succhiano via il volto dei soggetti.

Sur-Fake

In una collocazione urbana quotidiana passanti di diversa età subiscono il furto ‘della faccia’ da parte di smartphone, tablet e altri schermi, il che inquieta parecchio se pensiamo a quante ore spendiamo con la faccia incollata a uno schermo.
Non c’è molto da spiegare, le foto parlano da sé.
Siamo stretti come in una morsa dal controllo mediatico e spesso ignoriamo la realtà che ci circonda (come per esempio nel museo) per immergerci nel mondo dei social, nell’informazione ossessiva e nella navigazione spesso ipnotica e vuota. Lo facciamo tutti, dobbiamo solo trovare una manopola per il controllo di questa cosa, ed è il messaggio implicito che Antoine ci trasmette; il fotografo italiano Max Cavallari aveva prodotto un progetto molto simile qualche mese fa dal titolo Loneliness.

è ovunque. In tasca, nella vostra auto, nel vostro appartamento, per strada. È il vostro migliore amico, ti tiene legato ai tuoi amici e conserva tutte le foto delle tue vacanze. Il piccolo oggetto che fa le fusa in borsa quando ricevi una chiamata, che piange quando ha la batteria al 10%, che posto è effettivamente occupa nella tua mente? Il sur-face, elegante, rassicurante, diventa Sur-Fake. Finto

Sur-Fake

Geiger ha raccontato alla ABC di come sia stato ispirato nell’ “atteggiamento eccessivo” quotidiano della società quando si trattava di social media e della tecnologia.

Mi colpisce ogni giorno quando salgo sul metro, per esempio. Questa sensazione di essere da solo in mezzo a tutta quella gente. Alla fine questo progetto è semplicemente una sorta di specchio, anche io sono interattivo, mi espongo molto tramite social, ma credo sia possibile per le persone imparare a utilizzare le varie piattaforme con parsimonia, senza essere ‘risucchiati’ da esse, e istruire le generazioni a trattarli come dei bisogni secondari e non primari.
L’internet è come una maschera veneziana del sedicesimo secolo, bella e appariscente. Ma solo mantenendoci un passo indietro da esso possiamo capire che è un mondo effimero e inconsistente

Sur-Fake

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Atoine Geiger Official Website

Sur-Fake Project

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