Blog Graffiti

L'attimo è nel caos.
14
Dic

The exposed, la realtà va oltre le pagine

La realtà aumentata non è più una novità. C’è chi la usa per rendere tridimensionali le figure da colorare nei libri per bambini, chi per farti entrare dentro a un videogame, farti conoscere una città già dalla mappa della metro o far suonare un gelato, spiegarti le parti misteriose di un’auto.
Il nuovo magazine di fotografia The Exposed, invece, si accontenta di rendere la fruizione della rivista più “avvolgente”, attraverso un’app gratuita che quando viene puntata su alcuni dei contenuti ti fa ascoltare un audio o fa partire un video, accorciando dunque le distanze tra l’oggetto-rivista e le potenzialità delle piattaforme digitali.
Certo, bisogna ammettere che nonostante la mancanza degli odiosi codici QR, l’esperienza appare ancora piuttosto macchinosa e non è proprio la cosa più naturale e comoda del mondo leggere/guardare una rivista inquadrandone delle sezioni col telefono in mano per scoprire cosa si attiva e cosa no.
Ma, come sempre, la vera differenza la fanno i contenuti: se devo scaricarmi un’app, attivare, puntare e aspettare per farmi apparire qualcosa, beh spero che questo “qualcosa” ne valga davvero la pena altrimenti la mia fiducia viene meno, l’app finisce nel cestino e la rivista nel dimenticatoio.
The Exposed, che non ho ancora avuto modo di toccare con mano, sembra però piuttosto e già col primo numero prova a sperimentare ciò che si può fare (e, sempre più, si potrà fare) con questa tecnologia, approfondendo e contestualizzando le immagini pubblicate tra le pagine.

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