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L'attimo è nel caos.
The Hyman Archive
28
Ott

The Hyman Archive a.k.a l’archivio pop più grande del mondo

Dj, produttore, presentatore, critico, consulente, voce-fuori-campo per svariate pubblicità e sceneggiatore, James hyman è un quarantacinquenne inglese che negli anni ’80, quando lavorava dentro a MTV, ha cominciato a raccogliere riviste musicali. A quel tempo era considerato essenzialmente un lavoro di ricerca, e non avendo più smesso a oggi è arrivato a averne oltre 80.000. Nel 2012 è entrato a far parte del guinness dei primati con un numero rispetto ad oggi piccolissimo, 51.000 copie o poco meno. E non solo di musica si parla ma di ogni tipo di rivista, perlomeno tutto ciò che possa essere classificato come magazine di cultura pop: da quelle di moda a quelle di cinema, da quelle d’arte a quelle d’architettura, dallo sport ai fumetti, da Playboy al National Geographic, per un totale di più di 3000 testate differenti, provenienti da tutto il mondo, rarità comprese. Hyman si è reso conto di esser diventato un collezionista solo quando, negli anni ’90, cominciò ad cercare ed acquisire intere annate di arretrati da altri collezionisti, finendo per diventare più fornito di qualsiasi emeroteca esistente sulla faccia della terra. Ben tre quarti della sua collezione consiste in riviste indipendenti, con numeri che vanno dai primi del ‘900 e arrivano ai giorni nostri, inoltre quai il 90% è composta da riviste americane. A metà agosto l’archivio ha cambiato location, spostando le 15.000 tonnellate di carta in un magazzino più grande. Da allora è in corso anche un inventario completo che, nel momento in cui scrivo, a quanto risulta dalla pagina facebook, è arrivato alla lettera J.

The Hyman Archive

The Hyman Archive

Il lato positivo non è solo che esistono persone capaci di conservare la cultura, ma anche di condividerla; Hyman difatti ha deciso di rendere il suo archivio accessibile a chiunque, studenti, giornalisti, designer, curatori, ricercatori, e il materiale finisce spesso in giro per musei ed esposizioni, oltre che essere regolarmente consultato per la realizzazione di saggi, cataloghi e mostre, anche di altissimo livello. Nell’inventario da record è contenuta praticamente l’intera pop culture occidentale del ventesimo secolo. Essendo una risorsa culturale di fondamentale importanza, James sta cercando supporto per trasformare una casuale collezione di riviste in un vero e proprio progetto: digitalizzare tutto, traghettando quell’immane archivio analogico in un database elettronico e, magari con l’aiuto del cosiddetto “crowdsourcing”, e cioè una community di
appassionati e di volontari che aiutino a catalogare le milioni di pagine che, si spera, verranno scansionate e pubblicate. Il passaprola per questo progetto è di fondamentale importanza, affinché The Hyman Archive sia accessibile a chiunque. mediahistoryproject.org ha già messo in piedi qualcosa di simile, con la differenza che Hyman potrebbe dare voce testimonianze fighissime di personaggi e avvenimenti che riguardano più da vicino la nostra generazione, dagli Economist degli anni ’90 a agli sketch di Lost Mynds, una fanzine rock canadese.
http://www.guinnessworldrecords.com/world-records/largest-collection-of-magazines/
http://www.hymanarchive.com/

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