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L'attimo è nel caos.
throwback thursday
5
Nov

THROWBACK THURSDAY: 1992

Abbiamo pensato fosse buona cosa rendere omaggio ogni giovedì a un anno, raccontando avvenimenti e curiosità successi in quei 365 (o 366 ) giorni. E quindi, benvenuti al Throwback Thursday di Un Attimo Graffiti!
Inauguro questa rubrica raccontando il 1992. E no, non perché è il mio anno di nascita – nonostante ancora io mi stupisca non sia festa nazionale-bensì perché il 1992 si è rivelato portatore di cambiamenti e nascite a livello internazionale, soprattutto nel mondo della musica. Intanto parto con una breve infarinatura storica, giusto per farvi capire di cosa sto parlando. In italia si chiude il maxiprocesso di Palermo con 19 ergastoli tra boss mafiosi e killer, tra cui Totò Riina e Provenzano; parte l’inchiesta mani pulite con il primo arresto a Mario Chiesa, che segna l’inizio di Tangentopoli. Vengono uccisi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Negli Stati Uniti sale in carica Bill Clinton, e Mike Tyson viene dichiarato colpevole di stupro. Viene firmato il trattato sull’Unione Europea, che si chiamerà Trattato di Maastricht, che decide i parametri economici necessari per l’ingresso dei vari stati aderenti all’Unione Europea.
Per quanto riguarda il tema musica, Sinead O’Connor fa la pazziata e strappa una foto del Papa in diretta tv, mentre il buon John Frusciante esce dal gruppo. È il 5 maggio 1992, i Red Hot Chili Peppers sono in tour con Blood Sugar Sex Magik in Giappone, e John Frusciante lascia il gruppo per motivi legati alla droga e l’enorme peso che la fama acquisita dalla band comporta. Il fatto di essere partiti come una band underground e aver sfondato, fa pensare a John a una strumentalizzazione dell’essenza della musica e dei motivi che lo avevano portato a suonare. Una somma di incomprensioni che facevano spesso litigare John con Anthony Kiedis, frontman della band.

 

“Frusciante dio della chitarra” porta a 73mila risultati su Google. Per la maggior parte della gente JF è sempre stato affascinante, un ventenne dai capelli lunghi che agita il proprio pacco di fronte alla folla di uno stadio. Un dio del Rock che dal vuoto cosmico incanalava assoli in grado di sciogliere il cervello, il tutto, mentre Kiedis e Flea si agitavano sul palco come ossessi. Per un po’ ha funzionato, ma l’uscita dal gruppo e le successive release mostrano un’evidente tensione fra la propria immagine pubblica e l’estro creativo: per Frusciante, la chitarra è sempre stata soltanto un mezzo per raggiungere un fine.

 

La musica per me è un tempio sacro… Essere facile non è di certo una dote, in quest’ambito. Il mio unico pensiero è studiare continuamente tutti i generi musicali possibili, altrimenti mi ammazzerei.

 

John è un artigiano della musica. Rientra e se ne va di nuovo dai RHCP, fino a quando, nel 2010, decide di formalizzare la sua uscita per dedicarsi esclusivamente ai suoi progetti solisti. La frustrazione che la band gli ha portato si sente nel tono di voce quando ne parla ancora oggi. Inutile dire che sia uno dei più brillanti chitarristi della storia, ma non solo per la sua bravura tecnica, ma soprattutto per la sua determinazione e assoluta dedizione religiosa nei confronti della musica. il suo estro creativo non ha mai subìto rallentamenti: negli ultimi tre anni ha prodotto un album hip hop per i Black Knights (un gruppo affiliato ai Wu-Tang) e ha rilasciato tre album solisti, uno più particolare dell’altro. L’ultimo, Enclosure, è uscito ad Aprile e contiene di tutto: drum & bass, hip-hop, sprazzi IDM, campioni torbidi, batterie anni ottanta, falsetti annoiati e una salutare dose di virtuosismi. Tutto ciò convive in perfetta armonia in “Fanfare“, dove Frusciante ulula e canticchia sopra a cori in sottofondo, a sintetizzatori Italo Disco epicheggianti e a gigantesche batterie anni ottanta, concludendo con un assolo direttamente dallo spazio interplanetario. È facilmente la musica più singolare di chiunque all’interno della Rock and Roll Hall Of Fame.

 

Ho letto un’intervista molto bella realizzata da Noisey un annetto fa su JF. Marcus Ezra, colui che ci ha parlato, riesce a fare un punto della situazione molto preciso su come siano cambiate alcune necessità di Frusciante durante il suo percorso musicale e di come si senta sempre troppo incompleto.

Ogni volta che si terminava un album mi sentivo come se avessi appena perso un caro amico, mi spiego? Non mi va proprio giù l’idea di impiegare un album per promuoversi  come se la musica fosse un mezzo per assicurarti il massimo profitto possibile. Mi sentirei come se stessi tradendo mia moglie. Siamo così fortunati ad avere qualcosa come la musica, per questo motivo trovo irrispettoso trattarla come una schiava o qualcosa di simile. Se non vivessi e non pensassi in costante devozione alla musica come un qualcosa di superiore, mi lascerei pian piano andare fino ad annullarmi del tutto.

 

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