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L'attimo è nel caos.
throwback thursday
12
Nov

THROWBACK THURSDAY: 2003

Scrivere un Throwback Thursday come si deve comporta avere della conoscenze come si deve. Sono nata nel 1992, e ne abbiamo parlato settimana scorsa. Essere una poco più che ventenne significa avere skippato alcuni anni importantissimi per il mondo, in campo storico, politico, culturale; ciò non significa che io ci possa comunque provare senza fare un mero copia-incolla da Wikipedia (ammetto di essermelo spizzata lo stesso).
Oggi gioco in casa. Nel 2003 io avevo undici anni e ascoltavo Avril Lavigne e gli Articolo 31; Non me ne vergogno, potevo fare di peggio. Il 2003 vien storicamente ricordato per alcuni fatti importanti, come la seconda guerra del golfo, la cattura di Saddam Hussein, la SARS che arriva fino a Milano, la Libia che accetta di interrompere la produzione di armi chimiche.
Muore Giorgio Gaber, aveva 63 anni. Il Belgio si classifica come secondo paese al mondo dopo i Paesi Bassi, per la legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.
I nostri scienziati danno vita al primo cavallo clonato, che si chiama Prometea; Arnold Schwarznegger viene eletto nuovo governatore della Florida, e in Austria realizzano il primo trapianto di lingua al mondo, su un paziente di quarant’anni. Muore anche Keiko, la famosa orca di Free Willy… e invece Apple da alla luce un bellissimo bambino di nome iTunes, che solo nei primi quattro mesi di esistenza vende dieci milioni di canzoni. Michael Jackson vine indagato per pedofilia e Madonna desta scalpore con un bacio saffico a tre assieme a Britney Spears e Christina Aguilera, durante gli MTV Video Music Awards. In Italia invece ci occupiamo di far crescere i bambini con una minima di consapevolezza di vivere in un paese pieno di cultura, a Genova ha luogo Fuori tempo, dire, fare, sentire la musica oggi, una conferenza internazionale della durata di due settimane in cui compositori e performer si uniscono a studenti di musica classica, folk e popolare, con la partecipazione di nomi del calibro di Nuria Schoenberg, Salvatore Sciarrino, Edoardo Sanguineti e Gino Paoli e Gianna Nannini. E mentre Beyonce si porta a casa cinque Grammy in una notte con il suo primo album da solista Dangerously in Love, in Italia Le Vibrazioni si fanno conoscere col singolo Dedicato a Te.
Due cose però interessano a me, del 2003: Sean Paul e Michael Jordan.
Allora, Sean Paul non fa molto. Nel senso, era già scoppiato nel 2000, quindi aveva già una certa fama; però nel 2003 il buon Sean remixa una canzone che ancora oggi fa muovere il culo di tutte le dancehall: Breathe, originariamente interpretata da Blu Cantrell. Lei non prosegue nel mondo della musica come il cantante portogiamaicano, il quale un annetto fa ha rilasciato una delle interviste più esilaranti che io abbia mai guardato e ascoltato. E siccome mi sento generosa, potete vedervela qui:

Per quanto riguarda Michael Jordan, voglio andarci piano.
Mi spiego, non sono molto into basketball e quindi a maggior ragione non mi metterei mai in bocca stronzate o frasette fatte da presunta fan, se non lo sono. Quest’estate giravo per Trento e ho intravisto nella vetrina di una libreria un tomo con un’illustrazione figa. Se vi dicono di non giudicare un libro dalla copertina, fatelo lo stesso. Era una biografia, l’ennesima, su Michael Jordan. Sono tornata a casa e l’ho detto a Ceri. Dovete sapere che Ceri non è solo il produttore di Coez, dei Fratelli Quintale e di qualche bella figatina musicale, ma è anche un ex giocatore di basket e una delle poche persone la cui opinione per me conta. Beh, fatto sta che gli dico figo quel libro, e che me lo voglio comprare.
La sera stessa mi fa vedere Buffa racconta Michael Jordan, ce lo guardiamo a cena mentre ci sfondiamo di canederli. Da lì mi sono un po’ vergognata di non aver mai saputo niente di MJ. Se volete sapere la storia di Michael Jordan, compratevi una biografia o guardatevi anche voi quel poeta di Buffa che ve la spiega benissimo. Io voglio solo ricordarvi che il 16 aprile 2003 Jesus in Sneakers (è anche chiamato così) gioca la sua ultima partita con la maglia dei Washington Wizards a Philadelphia, concludendo la carriera sul parquet con numeri che hanno segnato alcuni record nella storia del basket.
Il sipario si chiude, si aprono gli applausi CLICCA QUI

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